giovedì 3 gennaio 2013




William Turner, Tormenta di Neve, 1842, 
Londra, Tate Gallery

Palermo 1992


e come Giobbe
non smetterò d'imprecare
Sofferente smarrito
andrò in cerca di Dio
per farmi spiegare i perché
di tanti dolori

(Cesare Cellini, in Transenne, 1996, p. 25)


Uomo


Dal cielo
di sempre-domani
cade fine
Dina Viglianisi, Trasparenze 1, 1988,
litografia su pietra, matrice cm 34 x 24
una pioggia
di tiepide lacrime
nuove di gioia
Ascolta il suo
soffice suono
è la voce del cuore
che t'invita ad uscire
Assapora lentamente
la purezza di attimi
eterni di vita
bagnandoti in essa
ritrovi il tuo primo vagito
E smettila di odiare
giocando a quel gioco
già vecchio da sempre
che più forte ti vuole
sul forte che forte non è
Apri gli occhi e
rinasci
Dina Viglianisi, Trasparenze 2, 1988
litografia su pietra, matrice cm 34 x 24
abbandona quegli angoli bui
che neri di fanno i pensieri
Accostati ai
fiori di campo
che ridono e giocano
fra erbe fra spini
fra aridi sassi
corrosi dal tempo
Disperdi la paura
uccidi la rabbia
metti in fuga l'invidia
restituisci il volto
al tuo volto
le mani alle mani
il sorriso ai
tuoi occhi di pianto

(Cesare Cellini, Uomo, in Cháris, 2a ed., 1987, p. 51)


Dina Viglianisi, Inquietudine rossa,
olio su tela cm 100 x 120
In quella solitudine di resti


La storia è mistero
mi han detto
La morte è muta esperienza
ho risposto

Rimasi in silenzio
con le ginocchia serrate sul mento
Gli astanti in attesa
disorientati assistevano queti

Roma contro Giudea
han gridato
Vita contro vita
ho sillabato

…e tacquero le voci

Nel vicino Ruanda
i non-più-giovani petti
squassati da lamentosi singhiozzi
rassegnavano rumori alla notte


(Cesare Cellini, In quella solitudine di resti, in Transenne, 1996, p. 51)

Quanti i morti oggi in guerra
                     
Dina Viglianisi, Silenzi 2, litografia su pietra, 1988
matrice cm 41 x 26
Oggi
i miei sospiri
non salgono al cielo
per sfiorare le stelle
e confidare alla luna
l'amore lontano
                Oggi
i miei sospiri
non s'imbevono più
d'immensità cristalline
di sogni di giochi
di strane-argute fantasie
               Oggi
i miei sospiri
han cessato d'essere
                        miei
rimangono muti
serrati nel petto

vegliano

 (Cesare Cellini, Quanti i morti oggi in guerra, in Neacromata, 1995, p. 19)


mercoledì 2 gennaio 2013

 
 
Ovunque sui pennoni le bandiere
 
Come in uno specchio
              riflettiamo sul nemico
              i nostri orrori
                                                         inevitabili
                                                         sacri
                                                         giustificati
                                                         necessitati
                                                         valorosi
                                                         orrori
 
e celebriamo ubertose vittorie
              tramandiamo parate nel tempo
              innalziamo monumenti ai caduti
 
e agli altri caduti?
La morte era dovuta
 
                                LA MORTE


(Cesare Cellini, Ovunque sui pennoni le bandiere, in Éxodos, 2010, p.15)
 
 
 
 
 


Anna Kennel, Alberi ombra,
olio su tela cm 30 x 150
Made in Thailandia

condannati a nascere
e morire col tempo
comprati e ricomprati
per pochi denari
costretti a mendicare
lussuriose indulgenze
biecamente ridotti
ad esseri senza perché
privati dei sogni
e d'ogni confortata agonia
con le mani arrossate
e il viso consunto
e l'innocenza della carne
stretta nel cuore
assommano a nuove sconfitte
una muta e scomposta pietà

(Cesare Cellini, Made in Thailandia, in Transenne, 1996, p. 39)

 
 
Dina Viglianisi, Verso pura sorgente,
olio su tela cm 100 x 120, 1999
Te
che ho sempre stretto a me
nella memoria
nella non-ricordanza
fingendomi il tuo volto
in mille volti umani
e mille idiomi
cristallini come l'acqua
che scende dalle alte montagne
e pura sgorga dalla fonte
Te
che ho sempre sognato la notte
quando i desideri avanzano
e gli umori del giorno si mutano
in tenere tenerezze
Te
io canto
e non posso che cantare
con la mia voce
esile rauca
dai toni smorzati
dalle parole rubate
a chi vive in solitudine
la propria morte
fra imprecazioni e preghiere
Te
chiunque tu sia
io canto
Alleluia
Miserere
Alleluia
 
(Cesare Cellini, Te, in Neacromata, 1995, p.22)